Philip K. Dick

francis-bacon800600[in questi giorni è stato pubblicato il mio secondo pezzo per inutile. di conseguenza riporto di seguito il testo integrale del primo, pubblicato a marzo scorso, che ovviamente potete trovare anche qui.]

Ci sono periodi della vita in cui andare a dormire la sera mi spaventa. Dietro l’apparenza innocua del letto rifatto, pronto per il sonno, intravedo il vero significato del dormire: la violenza senza luogo e senza tempo del mondo onirico. Le lenzuola ordinate mentono. Dormire non è un riposo ma una lotta, un essere sospesi, un languido corteggiamento con la morte. Dormendo siamo vivi, e fragili, come da svegli non ci permetteremmo mai di essere. In altri periodi, meno turbolenti, mi concedo al sonno con dolcezza. Coperte e cuscini si trasformano nell’abbraccio di una donna che riscalda e annulla al tempo stesso. Cerco il contatto e la sospensione, mi addormento in fretta e dormendo mi faccio consapevolmente oggetto. In quei periodi, di solito, sogno. Cosa ne è, oggi, dei nostri sogni? Cosa sogniamo, se sogniamo ancora? Siamo sempre noi a sognare o qualcuno sogna per noi? [...]