e-book

jukebooksDa qualche altra parte su questo blog avevo già accennato a Quintadicopertina, neonata (e molto interessante) casa editrice di e-book. Oggi Quintadicopertina ha pubblicato la prima edizione del suo Jukebooks, e vorrei spiegarvi in breve di cosa si tratta.

In buona sostanza il Jukebooks è una antologia di racconti. La differenza rispetto ad una normale antologia di racconti che potete trovare in tutte le librerie è la seguente: che, proprio come accadeva negli anni Sessanta per la musica, i racconti li potete scegliere voi. L'altra grande differenza è che (almeno per ora) il libro che le vostre scelte produrranno è gratuito e scaricabile liberamente sul vostro e-book reader (o al limite sul vostro pc) in formato *epub.

Funziona così: andate a fare un giro sul sito di Quintadicopertina (magari buttando un'occhio alle altre pubblicazioni, specialmente le Polistorie, almeno per rendervi conto di cosa l'e-book può e non può fare), entrate nella pagina relativa al Jukebooks, selezionate i racconti che volete leggervi e scaricateli. Dopodiché si apre un bivio: se possedete un e-book reader qualsiasi (iPhone e iPad ovviamente compresi) trasferite semplicemente il file sul vostro supporto e il gioco è fatto. [...]

linksIl bello di discutere con persone che la pensano diversamente da te è che cominci a considerare le cose sotto un'ottica che prima nemmeno immaginavi, ti ritrovi improvvisamente a prestare più attenzione a cose su cui avresti sorvolato e scopri tutto d'un tratto che gli spunti di riflessione sono pressoché infiniti.

Di seguito qualche sengalazione riguardo a ciò di cui si discuteva su questo blog qualche settimana fa.

1. Enrico Piscitelli mi ha segnalato questo bell'articolo (intenso e breve) di Ernesto Baj sul tema delle collaborazioni editoriali non retribuite. Il titolo dice già tutto: "Non ti preoccupare ti metto nel colophon". Personalmente mi ha fatto riflettere sulla questione della piccola editoria e sui lati in ombra dell'essere piccoli e di conseguenza (si suppone, ma evidentemente le cose non stanno esattamente così) "più liberi". Devo dire che personalmente gli editori piccoli o microscopici mi hanno sempre lasciato un po' perplesso: se da un lato è vero che il piccolo editore ha potenzialmente una libertà maggiore nel proporre un proprio catalogo alternativo o sperimentale dall'altro è anche vero che il denaro non fa distinzioni di ideali, e che tra pesci piccoli la lotta per la sopravvivenza è più spietata di quanto non accada laddove la mera sussistenza non è messa in discussione, nemmeno in tempi difficili come questi. [...]



Al corso di editoria che sto frequentando continuano a ripeterci che l'e-book segnerà la più grande rivoluzione della scrittura dei tempi di Gutenberg: la quarta fase, quindi, dopo l'oralità, la scrittura manuale e la stampa. Con l'inizio degli anni 10 comincia a tutti gli effetti... [...]