maggio 22nd, 2010
By gianluca didino
Mi sono spesso chiesto come facciano gli annunciatori del Tg1 a dire quello che dicono davanti a milioni di spettatori, poi a tornare a casa e a dormire sonni sereni. Ecco, ora so che i giornalisti seri non ci riescono.
Di seguito un estratto della lettera con cui Maria Luisa Busi (foto) rassegna le dimissioni al direttore (si fa per dire) del Tg1 Augusto Minzolini. Tanto per dimostrare che anche nella peggiore fogna dell'informazione italiana si può essere capaci di conferire un minimo di dignità al proprio lavoro. Trovate la lettera completa qui.
Caro direttore ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell'edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il Tg1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori.
maggio 21st, 2010
By gianluca didino
"Mi manda rai tre" è uno dei programmi più mirabolanti della televisione italiana: quando sono a casa il venerdì sera (e capita raramente, purtroppo) lo guardo sempre. Accendi la tv e ti trovi ragazze con i capelli in fiamme, branchi di cani randagi, suore in canottiera e mutande. Insomma due ore di show televisivo in prima serata contengono un reportage di Foster Wallace, un romanzo di Palahniuk, almeno un paio di racconti di Aimee Bender. Mentre scrivo questo post, per esempio, sto guardando suor Veronica, appena uscita da una clausura di 53 anni, che piange in diretta perché l'hanno scacciata dal convento in cui viveva. E fa il dito medio al cardinale, e poi dice che non sa cosa significhi quel gesto.
Anche il conduttore, Andrea Vianello, ha una sua ben precisa ragione d'esistere. È un esempio perfetto di postmodernismo semi-cosciente, gioca a fare l'italiano popolare ma non ci crede fino in fondo, sa di giocare eppure un po' lo è davvero, o almeno dà mostra di esserlo davvero. Il fatto che assomigli tanto (nei modi, nella parlata, nei gesti) al conduttore de "Il caso Scafroglia", celebre programma satirico di Corrado Guzzanti, secondo me non è un caso. E non sono nemmeno certo che sia stato Guzzanti a copiare Vianello: non escluderei una "mimesi di ritorno" con Vianello che copia Guzzanti, in un gioco di specchi che potrebbe continuare all'inifinito. [...]
maggio 19th, 2010
By gianluca didino
Riporto di seguito quando scriveva ieri (18 maggio 2010) Matteo B. Bianchi sul suo blog:
Come forse qualcuno avrà notato, nel numero attualmente in edicola di "Linus" non sono presenti le mie consuete rubriche, le recensioni letterarie di "Shorts" e i racconti dei giovani scrittori selezionati nel "Laboratorio Esordienti". Purtroppo non si tratta di una casualità: non usciranno mai più. Dal momento che non so come altro spiegarlo, dirò le cose come stanno: l'editore mi ha fatto sapere che non mi è più consentito scrivere per la rivista perché a settembre pubblicherò il mio prossimo romanzo con una nuova casa editrice. Ha dunque cancellato una collaborazione che durava da oltre dieci anni, con due rubriche che erano diventate un appuntamento fisso per i lettori, in base a una ragione che non ha nulla a che vedere con il rapporto che lega un giornalista a una testata. La qualità del mio lavoro, la fiducia del direttore e i risultati ottenuti dall'esperienza del laboratorio (i tanti esordienti che poi hanno pubblicato i loro romanzi) apparentemente non hanno avuto alcun peso in questa decisione, che rispecchia più un comportamento di dispotismo politico che di criterio editoriale.
maggio 17th, 2010
By gianluca didino
Il bello di discutere con persone che la pensano diversamente da te è che cominci a considerare le cose sotto un'ottica che prima nemmeno immaginavi, ti ritrovi improvvisamente a prestare più attenzione a cose su cui avresti sorvolato e scopri tutto d'un tratto che gli spunti di riflessione sono pressoché infiniti.
Di seguito qualche sengalazione riguardo a ciò di cui si discuteva su questo blog qualche settimana fa.
1. Enrico Piscitelli mi ha segnalato questo bell'articolo (intenso e breve) di Ernesto Baj sul tema delle collaborazioni editoriali non retribuite. Il titolo dice già tutto: "Non ti preoccupare ti metto nel colophon". Personalmente mi ha fatto riflettere sulla questione della piccola editoria e sui lati in ombra dell'essere piccoli e di conseguenza (si suppone, ma evidentemente le cose non stanno esattamente così) "più liberi". Devo dire che personalmente gli editori piccoli o microscopici mi hanno sempre lasciato un po' perplesso: se da un lato è vero che il piccolo editore ha potenzialmente una libertà maggiore nel proporre un proprio catalogo alternativo o sperimentale dall'altro è anche vero che il denaro non fa distinzioni di ideali, e che tra pesci piccoli la lotta per la sopravvivenza è più spietata di quanto non accada laddove la mera sussistenza non è messa in discussione, nemmeno in tempi difficili come questi. [...]
maggio 6th, 2010
By gianluca didino
"Bottegadilettura" è un bel sito. Recensisce libri intelligenti e ci scrivono persone intelligenti, come per esempio cletus.
Ieri sera stavo passando in rassegna le ultime pubblicazioni quando l'occhio mi è caduto su questa recensione a "La minima importanza" di Enrico Piscitelli (l'occhio mi è caduto in quel punto perché Piscitelli è amico di amici, e quindi ho sentito parlare spesso del libro). L'autore della recensione è Paolo Cacciolati, quarant'anni, piemontese, autore di un romanzo, "La digestione del personale", edito da TEA. E ho fatto così specificamente i nomi perché quanto segue non è un discorso personale.
1) Visto che mi sono preso la briga di contarli ve lo dico: la recensione è lunga 9176 caratteri. Una domanda, che faccio prima di tutto a me stesso: sei disposto a leggere 9176 caratteri su uno schermo retroilluminato? Risposta: no. Altra domanda: sei disposto a leggere 9176 caratteri per capire di cosa parla un libro che non conosci, di un autore che non conosci, che trovi probabilmente per caso cercando altro su google? Risposta: no. [...]
maggio 3rd, 2010
By gianluca didino
Non è vero che in America tutto va bene. Per esempio la sanità americana, nonostante gli sforzi di Obama, resta una tra le più classiste dell'Occidente. Alcune cose però funzionano, e una di queste è il ruolo sociale dello scrittore.
Negli Stati Uniti scrivere è un mestiere. Questo non vuol dire che sia necessariamente un bel mestiere - non ho gli elementi per valutarlo. Ma è una professione riconosciuta, come quella di carpentiere o di falegname. Questa cosa è senza dubbio un corollario del pragmatismo anglosassone, che si basa su semplici leggi della domanda e dell'offerta: c'è bisogno di scrittori quanto di falegnami (forse, e per fortuna, un po' meno). Quindi lo scrittore ha la stessa dignità di esistere di un falegname. Non di più e non di meno.
In Italia, che è una terra di poeti, questo semplice assioma non vale. Dire "sono uno scrittore" è molto più cool che dire "sono un falegname" - però il secondo guadagna dei soldi per il suo lavoro, il primo invece no.
In questi giorni mi sto ponendo parecchie domande su quello che sarà il mio futuro lavorativo, e una di queste domande è particolarmente inquietante: vale la pena, in Italia, pensare di vivere di scrittura? E' anche auspicabile oltre che realisticamente ipotizzabile? [...]
aprile 29th, 2010
By gianluca didino
In un bel pezzo pubblicato su L'Espresso (numero 13, 2010), Alessandro Piperno parla della letteratura erotica, della letteratura che si suppone essere erotica (ma che in realtà è solo pornografica) e più in generale delle strategie con cui la narrativa si accosta al sesso. Dopo aver elencato una serie di esempi... [...]
aprile 28th, 2010
By gianluca didino
Alcuni giorni fa sono caduto dalla bicicletta nel pieno centro di Torino. E' stata colpa mia (anzi, per essere onesti è stata colpa della bicicletta) e a parte una botta al ginocchio e qualche graffio ne sono uscito indenne. Questa piccola disavventura quotidiana, però, mi ha fatto pensare. Ho capito... [...]
aprile 15th, 2010
By gianluca didino
Al corso di editoria che sto frequentando continuano a ripeterci che l'e-book segnerà la più grande rivoluzione della scrittura dei tempi di Gutenberg: la quarta fase, quindi, dopo l'oralità, la scrittura manuale e la stampa. Con l'inizio degli anni 10 comincia a tutti gli effetti... [...]
aprile 7th, 2010
By gianluca didino
1. (ovvero: prozac) Ci ho messo un bel po' a riprendermi dalla vittoria elettorale di Roberto Cota, ma ora mi sento finalmente di tirare le fila del discorso. Per prima cosa vorrei spendere due parole sullo stupore del PD. In realtà la vittoria... [...]