Questi due racconti sono stati pubblicati sul numero 26 e sul sito di Inutile. Li posto anche qui, con un ringraziamento speciale ad Alessandro Romeo e Matteo Scandolin. [...]
il blog di gianluca didino
Category: stories
Questi due racconti sono stati pubblicati sul numero 26 e sul sito di Inutile. Li posto anche qui, con un ringraziamento speciale ad Alessandro Romeo e Matteo Scandolin. [...]
Al liceo avevo un solo amico: lo chiamerò M. Era un ragazzo magro e perennemente stupito dalla vita. Era anche silenzioso – molto silenzioso. Non avevamo molto in comune. Una cosa sola: lui, come me, voleva diventare scrittore. Ci incontravamo tutti i pomeriggi nel parcheggio di un supermercato. Portavamo dei libri... [...]
Lo stesso giorno in cui Karl Rossman si presentò per essere assunto al Teatro di Oklahama, si presentò anche un altro ragazzo, di origini bulgare ma di madre greca, che per qualche anno aveva lavorato come meccanico ma aveva finito con l’annoiarsi (...) [...]
28 aprile 2014. Apri gli occhi. Qualcosa ti ha svegliato. Sei confuso, non riesci a capire. Dove ti trovi? Ti guardi intorno: un treno. Qualcosa ti disturba, non riesci a capire cosa. Guardi fuori dal finestrino: campi di grano inondati dal sole. Campi… L’Illinois. Stai tornando a New York [...]
A quell’epoca avevo quindici anni e abitavo in periferia. Vestivo sempre uguale: le trecce bionde sotto la cuffia di lana, i jeans strappati infilati nelle dottor martins. Gran parte della mia giornata trascorreva camminando nella neve. Ricordo neve dappertutto: il parco ricoperto di neve, la ferrovia bloccata, le fabbriche che [...]
Una sera qualsiasi. Primi giorni d’estate, finiti gli esami, nessun impegno. Alle nove e mezza squilla il telefono. Sono disteso sul divano a guardare una partita di rugby, ma ho il ricevitore a portata di mano. Rispondo. Solita storia: suoni confusi, interferenze, voci che... [...]
Fino a dieci anni B visse oltre Dora, in appartamento. Tutte le otto porte della casa erano di colore verde scuro. Una porta chiusa significava silenzio. Tabù. Qualcosa che non si poteva dire. La camera dei suoi genitori: crisi matrimoniali, lacrime, sesso. Lo studio di suo padre: rapine, omicidi [...]
Novembre
Avevano preso in gestione un piccolo supermarket per la stagione invernale. Vendevano frutta esotica e calze da donna, riviste spinte e attrezzi da lavoro, vendevano perfino qualche vecchia radio a transistor. Il locale era angusto ma accogliente e ordinato. La vecchia proprietaria [...]
Mi chiamo B e ho settantuno anni. Per lungo tempo sono stato giornalista. Nel 1960 scrivevo pezzi di politica per l’“Unità”. Dormivo in una mansarda di Milano, stretta e calda come le cosce di una donna. Votavo il Partito Comunista. Nel 1945, a dodici anni, avevo urlato la mia voglia di libertà in piazzale Loreto, nella massa degli (...) [...]