settembre 1st, 2010
By gianluca didino
Qualche settimana fa parlavo del nuovo disco degli Arcade Fire, The Suburbs, esprimendo qualche perplessità. L'ho ascoltato un altro bel po' di volte, ho forse ammorbidito un po' il mio giudizio ma nella sostanza resto convinto di quanto avevo scritto: che non mi convince fino in fondo, o meglio non mi entusiasma fino in fondo.
Comunque stamani ho letto sul Post una cosa che non sapevo, e cioè che il video del nuovo singolo della band canadese, We used to wait, non è affatto un video ma qualcosa di più.
Non vi svelo i dettagli perché val la pena di fare l'esperienza da soli: il progetto (realizzato in HTML5 dal registra Chris Milk in collaborazione con Google) si chiama The Wilderness Downtown. Una bella home page vi chiede di inserire l'indirizzo della via in cui siete nati e/o cresciuti, dopodiché capitano cose interessanti. [...]
agosto 4th, 2010
By gianluca didino
L'altro ieri, il 2 agosto, è uscito il terzo album degli Arcade Fire, "The suburbs". Si tratta di un disco molto atteso e come tanti altri ero impaziente di ascoltarlo, considerato che i due precedenti mi erano piaciuti molto (il primo) e moltissimo (il secondo). L'ho fatto andare un paio di volte a casa di mia madre, poi in auto tornando a Torino e un'altro paio di volte oggi ultimando i preparativi per le ferie. Questo per dire che non l'ho ancora ascoltato approfonditamente come senza dubbio meriterebbe.
Fatta questa premessa devo però dire che delle due recensioni "autorevoli" che ho letto, quella di Pitchfork (entusiastica) e quella di Ondarock (più tiepida) mi sento più vicino alla seconda, anche se forse non in maniera così drastica (cioè: per ora gli darei un sette per l'impegno, ecco). Non che si tratti di un brutto disco, anzi. Inizia molto bene, e sparse qua e là ci sono due o tre tracce veramente pregevoli.
Però, primo: è terribilmente lungo, e a me i dischi lunghi proprio non piacciono, salvo doverose eccezioni. A metà mi sono sorpreso a chiedermi come mai non fosse ancora finito, ed eravamo, appunto, a metà. Secondo, i picchi di intensità emotiva sono pochi. Va e viene lungo uno stesso tono, a volte un po' monotono. Non ho trovato, dopo questi primi ascolti, nè inni simil-religiosi come "The well and the lighthouse" nè ballate struggenti (eccessivamente struggenti, ma era quello il bello) come "Crown of love". [...]
marzo 17th, 2010
By gianluca didino
Scrivo questo breve post notturno per fare una cosa che non bisognerebbe mai fare, e cioè parlare prima di aver ragionato con molta attenzione. Prometto almeno che mi asterrò da qualunque giudizio e mi limiterò la lanciare qualche suggestione, due o tre cose che... [...]
marzo 8th, 2010
By gianluca didino
Alcune settimane fa ho visto "Ricky" di Francois Ozon. Il film non mi è piaciuto per nulla. Sono poi andato a leggere le recensioni de "Gli Spietati", che ritengo la migliore rivista di cinema sul web, e vi ho trovato... [...]
marzo 4th, 2008
By gianluca didino
Quattro anni fa lasciai la casa di mia madre (nel basso novarese, in quella terra di nessuno che congiunge Piemonte e Lombardia) per salire sul treno che mi avrebbe portato a Torino. Ero pieno... [...]
dicembre 26th, 2006
By gianluca didino
PRIMA CONSIDERAZIONE
Finalmente questo rigurgito di autostrade, discoteche e caleidoscopi è stato ufficializzato. La prima ondata degli amarcord post-11 settembre è giunta a maturazione: ebbene sì, ci piacciono gli anni ottanta. Citiamo gli anni ottanta non appena ne abbiamo l’occasione, a proposito e anche a sproposito. Mastichiamo gli anni ottanta. Vorremmo essere gli anni ottanta, non siamo gli (...) [...]