agosto 31st, 2010
By gianluca didino
Stamani "inutile" (via Facebook) rimpallava un articolo di Antonio Moresco sulla questione Mondadori apparso ieri su "Il primo amore". L'ho trovato un bell'articolo, chiaro, esaustivo e meritevole di non trasformare tutto nella solita sfilata di carri da festa paesana. Insomma un pezzo che vale la pena di leggere per farsi un'idea di quale sia il nocciolo di questa vicenda, e che ha anche il pregio, piuttosto raro, di essere abbastanza onesto.
Però. È tutta l'estate che si va avanti con questa interminabile querelle, tra appelli e controappelli, pubbliche dichiarazioni e gesti eclatanti. A me viene da chiedermi se la questione è veramente tale, cioè se ha senso riempirci pagine e pagine di quotidiani, riviste e siti web.
Per come la vedo io chi propone un'uscita in massa da Mondadori lo può fare solo per quattro motivi: 1) ha qualche interesse (e qui è onesto Moresco a far notare che Repubblica di interessi ne ha eccome, oltre che una gran voglia, aggiungerei, e più preoccupante ogni minuto che passa, di gridare allo scandalo un giorno sì e l'altro anche); 2) può permettersi di farlo, in linea di massima perché ha un nome tale che comunque sia cadrà sempre su un letto di piume; 3) se non può permettersi di farlo coltiva dentro di sè uno spirito da kamikaze o gode masochisticamente a infliggersi delle pene inutili, o alla meno peggio 4) ha un'idea dell'eroismo superata da almeno un paio di secoli. [...]
agosto 24th, 2010
By gianluca didino
Ieri mattina un autobus con quindici turisti cinesi a bordo è stato sequestrato nel centro di Manila, Filippine. L'emittente televisiva nazionale ha seguito la vicenda minuto per minuto e le immagini, in diretta, sono state trasmesse da molte reti in tutto il mondo. Mi è capitato di seguire su RaiNews24 le ultime fasi del sequestro (il blitz delle teste di cuoio, durato circa un'ora tra le due e le tre italiane). Aggiungo che è capitato in maniera casuale: non sapevo nulla di ciò che stava accadendo, mi stavo mettendo a tavola per il pranzo e avevo acceso la tv per seguire il consueto telegiornale.
È raro in Italia assistere a questo tipo di giornalismo. L'unico precedente che ricordi sono le immagini della scuola di Beslan nel 2004, e se non sbaglio non erano state mandate in diretta (scelta peraltro più che giustificata, visto che a Beslan i morti erano stati centinaia, di cui quasi duecento bambini). Ieri le telecamere hanno seguito i ripetuti interventi della polizia filippina di penetrare nell'autobus, l'uccisione dell'attentatore e le operazioni di recupero degli ostaggi (bilancio provvisorio, con dati Ansa: sei turisti vivi, nove morti).
Tutto ciò mi ha colpito molto, e da parecchi punti di vista. [...]
agosto 3rd, 2010
By gianluca didino
Come accade spesso in questi tempi di confusione globale, anche (e soprattutto) su temi caldi come la libertà di informazione il grande pendolo degli "opposti estremismi" oscilla più veloce che mai: in Italia siamo a un passo dall'approvazione di quella che, allo stato attuale delle cose, appare come una delle leggi più illiberali di tutto l'Occidente (la cosiddetta "Legge bavaglio"; qui un articolo abbastanza chiaro di Jan Reister sulle conseguenze per i blogger, pubblicato in origine su Nazione Indiana), mentre in Islanda la deputata anarchica Birgitta Jonsdottir è riuscita a far approvare una legge che libera tutto e tutti da ogni responsabilità presente, passata e futura. Il polverone suscitato dai dossier pubblicati da Wikileaks sui retroscena della guerra in Afghanistan è in parte la conseguenza di questa schizofrenia (è insomma ciò che capita quando si cammina in questa terra di nessuno al limite della legalità, dove non esistono opinioni chiare e condivise e tutto, ma proprio tutto, è passibile di esplodere da un momento all'altro), ma è anche la dimostrazione che su questo genere di tematiche, come sulle questioni bioetiche e sulle nuove problematiche sociali, si combattono battaglie la cui ampiezza non è del tutto calcolabile nemmeno dagli attori in gioco. [...]
maggio 22nd, 2010
By gianluca didino
Mi sono spesso chiesto come facciano gli annunciatori del Tg1 a dire quello che dicono davanti a milioni di spettatori, poi a tornare a casa e a dormire sonni sereni. Ecco, ora so che i giornalisti seri non ci riescono.
Di seguito un estratto della lettera con cui Maria Luisa Busi (foto) rassegna le dimissioni al direttore (si fa per dire) del Tg1 Augusto Minzolini. Tanto per dimostrare che anche nella peggiore fogna dell'informazione italiana si può essere capaci di conferire un minimo di dignità al proprio lavoro. Trovate la lettera completa qui.
Caro direttore ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell'edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il Tg1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori.
maggio 21st, 2010
By gianluca didino
"Mi manda rai tre" è uno dei programmi più mirabolanti della televisione italiana: quando sono a casa il venerdì sera (e capita raramente, purtroppo) lo guardo sempre. Accendi la tv e ti trovi ragazze con i capelli in fiamme, branchi di cani randagi, suore in canottiera e mutande. Insomma due ore di show televisivo in prima serata contengono un reportage di Foster Wallace, un romanzo di Palahniuk, almeno un paio di racconti di Aimee Bender. Mentre scrivo questo post, per esempio, sto guardando suor Veronica, appena uscita da una clausura di 53 anni, che piange in diretta perché l'hanno scacciata dal convento in cui viveva. E fa il dito medio al cardinale, e poi dice che non sa cosa significhi quel gesto.
Anche il conduttore, Andrea Vianello, ha una sua ben precisa ragione d'esistere. È un esempio perfetto di postmodernismo semi-cosciente, gioca a fare l'italiano popolare ma non ci crede fino in fondo, sa di giocare eppure un po' lo è davvero, o almeno dà mostra di esserlo davvero. Il fatto che assomigli tanto (nei modi, nella parlata, nei gesti) al conduttore de "Il caso Scafroglia", celebre programma satirico di Corrado Guzzanti, secondo me non è un caso. E non sono nemmeno certo che sia stato Guzzanti a copiare Vianello: non escluderei una "mimesi di ritorno" con Vianello che copia Guzzanti, in un gioco di specchi che potrebbe continuare all'inifinito. [...]
marzo 22nd, 2010
By gianluca didino
Nel corso della lezione che ha tenuto ieri sera ai Magazzini Bresso (titolo "La campagna padana"), Francesco Tuccari ha... [...]
febbraio 16th, 2010
By gianluca didino
Punto primo. Alcune settimane fa a Torino due ragazzi romeni hanno accoltellato a morte un quindicenne italiano (motivo, vero o presunto che sia: una sigaretta rifiutata). E' successo in un quartiere molto lontano da casa mia, e io ne ho avuto notizia, come... [...]
febbraio 11th, 2010
By gianluca didino
Quasi trent'anni fa Franco Battiato scriveva un pezzo dal titolo molto evocativo, "Tramonto Occidentale", che iniziava così: "Tornerà la moda dei Vichinghi / Torneremo a vivere come dei barbari". Trent'anni fa si poteva ancora usare il futuro, oggi invece no: le orde dei popoli scandinavi sono calate ormai... [...]
gennaio 18th, 2010
By gianluca didino
A più di un mese da ciò che sta tragicamente passando alla storia come "i fatti di Milano" (con un termine carico di foschi presagi, che porta alla mente congiure di palazzo ed esecuzioni degli zar) mi sento di dire la mia sull'aggressione a... [...]
luglio 19th, 2009
By gianluca didino
Mi pare che l'attenzione morbosa dei media italiani sulle vicende di violenza sessuale contenga in sè parecchi spunti di riflessione. E non tanto per i latrati dei vari ministri leghisti che propongono norme degne del dottor Mengele come la castrazione chimica, quanto piuttosto perché solitamente tanta aggressività serve a coprire... [...]