“Una traccia del mio amore”, di Douglas A. Martin


Posted: maggio 15th, 2012 | Author: | Filed under: ink | Tags: , , , , , , , | No Comments »


you say i sound 4,
the exact number of years
i loved you

(Douglas A. Martin, “Haikus”)

«Un giorno, ero già avanti negli anni, in una hall mi è venuto incontro un uomo. Si è presentato e mi ha detto: “La conosco da sempre. Tutti dicono che da giovane lei era bella, io sono venuto a dirle che la trovo più bella ora, preferisco il suo volto devastato a quello che aveva da giovane”». A cominciare con queste parole non è Una traccia del mio amore, ma il romanzo che forse costituisce il modello principale per il lavoro di Martin: L’Amante, che Marguerite Duras pubblicò nel 1984. Le analogie tra i due libri sono potenti: due opere autobiografiche scritte in forma di diario da romanzieri la cui prosa sconfina nella poesia; i titoli, che si richiamano a vicenda (l’amore di Martin va inteso come l’amante, il titolo originale suonaOutline of my Lover); l’amore come luogo della devastazione, il corpo come terreno dello scontro, la giovinezza come oggetto di un sacrificio sempre troppo precoce e troppo violento. Lo stesso Martin ha scritto sulla sua pagina di Myspace che Una traccia del mio amore si richiama nel titolo e nella forma «a una sceneggiatura perduta da molto tempo di Marguerite Duras». Continua a leggere su “inutile” »





Ebook confidential #2: A Space Odyssey


Posted: maggio 11th, 2012 | Author: | Filed under: ink | Tags: , , , , , , , | No Comments »


Il reportage sulla lettura elettronica dell’Archivio Caltari continua con Ebook confidential #2. Questa volta si parla di cosa fare con un e-reader, pirateria, strategie di fidelizzazione, copie omaggio e un sacco di altre cose. C’è anche un mio intervento live – una recensione al Cybook Odyssey di Bookeen. È un pdf e potete scaricarlo direttamente, ma il pezzo è così bello e ricco di link interessanti che non c’è motivo di non leggerlo tutto e magari, se ve la siete persa, di recuperarvi anche la prima puntata.

(Nell’immagine: The book reader of the future, “Everyday Science and Mechanics, April 1935. Fonte: Retronaut)





Intervista a Jennifer Egan (aggiornato all’8 maggio 2012)


Posted: maggio 8th, 2012 | Author: | Filed under: ink | No Comments »


8 maggio 2012:

Un estratto dell’intervista è stato pubblicato oggi sul sito di “inutile”, qui.

13 marzo 2012:

Sabato scorso (10 marzo) ho intervistato Jennifer Egan all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dove si trovava per presentare Il tempo è un bastardo. L’intervista verrà pubblicata verso la metà di giugno sul numero speciale, il #50, di “inutile“, interamente dedicato alle interviste: ulteriori aggiornamenti verranno via via comunicati all’interno di questo post. La mia recensione al romanzo, nel frattempo, è stata ripubblicata su minima&moralia nell’ambito di un interessante approfondimento sulla questione postmoderno vs. nuovo realismo.





Liste


Posted: aprile 27th, 2012 | Author: | Filed under: ink | Tags: , , , , , , , | No Comments »


 

Il numero 49 di “inutile” è tutto dedicato a una mia grande passione, le liste. Ci trovate liste di ogni tipo e soprattutto liste scritte da un sacco di gente brava: Violetta Bellocchio, Claudia Durastanti, Giusi Marchetta, Sarah Spinazzola, Daniela Farnese, Alessandro Romeo, Francesco Sparacino, Nicolò Porcelluzzi, Antonio Pascale, Giacomo Buratti, Matteo B Bianchi, Danilo Deninotti, Matteo De Simone e Gianluigi Ricuperati.

C’è anche una lista mia. Dopo aver scartato una “lista dei dispositivi di lettura mai realizzati che hanno preceduto l’ebook”, una “lista delle macchine impossibili da realizzare”, una “lista degli automi rinascimentali” e una “lista delle cose vive che ho visto in forma multipla nell’ultimo anno” ho deciso di proporre una “lista delle persone ossessionate dalle liste”, che sì, è una meta-lista, ma non nella maniera che intendete voi (questa la capirete quando leggerete il numero).

Potete comprare il numero 49 di “inutile” qui in forma cartacea (per 5 €) e qui in forma digitale (per 2 €).

[Nell'immagine: Bruno Munari, illustrazione tratta da Arte come mestiere, 1966]

 





“Zona proibita” di William T. Vollmann: le ragioni probabili di un fallimento


Posted: marzo 28th, 2012 | Author: | Filed under: ink | Tags: , , , , , , | No Comments »


Primo punto: William Vollmann è andato dalle parti di Fukushima pochi giorni dopo l’incidente al reattore nucleare, equipaggiato soltanto di un abbigliamento di fortuna (roba tipo guanti gialli da cucina, per capirci) e di un vecchio dosimetro recuperato tramite l’ex igienista dentale per calcolare l’esposizione alle radiazioni. Secondo punto: a un anno esatto dal terremoto e tsunami che ha colpito la costa orientale del Giappone, Mondadori si è affrettata a tradurre nelle sue “Libellule” il reportage che da quel viaggio è scaturito, un centinaio di pagine corredate dalle fotografie dello stesso Vollmann. Niente di cui stupirsi, insomma: il personaggio in questione ci ha già abituati a operazioni estreme di questo tipo (è rimasto coinvolto nell’esplosione di una mina in ex Jugoslavia, ha passato un certo periodo con i mujahedin in Afghanistan, ha dormito in una tenda al Polo Nord) e la nostra cultura del revival ha reso la seduzione dell’anniversario troppo pervasiva per liquidare la scelta di Mondadori come una semplice operazione commerciale (nota: prima o poi qualcuno dovrà scrivere un pezzo alla Simon Reynolds sulla guerra degli hashtag che si scatena su Twitter ad ogni anniversario della nascita o della morte di qualcuno, quindi praticamente ogni giorno; e tutti noi dovremmo augurargli buona fortuna fin da ora). Il terzo punto invece sposta l’assicella dell’analisi un po’ più in là. Continua a leggere »


Adrian Johns, il phreaking e Joybubbles


Posted: marzo 23rd, 2012 | Author: | Filed under: STWH | Tags: , , , , , | No Comments »


 

Ecco un fatto curioso: con tutto il parlare che si è fatto in questi ultimi tempi di Sopa, Pipa, Acta e Fava (che no, non è un acronimo ma il cognome di un parlamentare della Lega Nord), del caso Megaupload e dell’articolo di Vincenzo Latronico, non è stata mai tirata in ballo una splendida pubblicazione arrivata in Italia l’anno passato, Pirateria di Adrian Johns (Bollati Boringhieri). Sottotitolo sobrio («Storia della proprietà intellettuale da Gutenberg a Google»), sobrio il progetto grafico, ci sono ottimi motivi per credere che abbia ragione la (più minimalista che sobria) quarta di copertina, che recita: «L’unica, documentatissima storia della pirateria intellettuale». Se sia l’unica non saprei dire: certamente il lavoro di questo professore di storia dell’Università di Chicago è documentato in maniera quasi maniacale, e tuttavia, pregio raro, la lettura è di una scorrevolezza degna di un’opera di narrativa. Infilate cinque secoli di storia del furto del copyright in 716 pagine fittissime di riferimenti e probabilmente avrete già reso un servizio all’umanità. Fate di questo racconto un enorme romanzo, pieno di mondi che contengono altri mondi, e i 39 € che chiedete come ricompensa delle vostre fatiche saranno ben spesi, potete giurarci. Continua a leggere »


L’intelligenza collettiva vent’anni dopo


Posted: marzo 16th, 2012 | Author: | Filed under: clouds | Tags: , , , , | No Comments »


Sono passati quasi vent’anni, diciotto per la precisione, da quando Pierre Lévy ha portato nell’orizzonte mainstream un concetto vecchio come l’umanità, riadattandolo al nascente mondo di Internet e ribattezzandolo con la fortunata formula di “intelligenza collettiva”. Oggi definire l’intelligenza collettiva è pleonastico: fatevi un giro su Wikipedia, aprite un blog, generate un contenuto a caso su Tumblr o Pinterest e avrete capito di cosa stiamo parlando. Più interessante è riprendere le pagine del libro di Lévy, in particolare la stupefacente introduzione, per tentare di tirare le somme di questi vent’anni di saggezza delle folle. Continua a leggere »


Self-publishing: uno sguardo retrospettivo


Posted: febbraio 16th, 2012 | Author: | Filed under: ink | Tags: , , , , , , , , | No Comments »


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In questi giorni uno dei temi più dibattuti negli ambienti in cui si parla di ebook e di editoria digitale è quello dell’autopubblicazione, o, per dirla con un termine più fighetto, self-publishing. La questione centrale può essere riassunta nel timore, espresso da molti, che la relativa facilità dell’autopubblicazione offerta dal libro elettronico releghi in secondo piano il ruolo tradizionale degli editori, portando alla scomparsa di quel filtro costituito dal passaggio in casa editrice e alla conseguente invasione del mercato editoriale da parte di prodotti di scarsa qualità. Messo in questi termini però il problema si rivela mal posto. In effetti la storia insegna casomai il contrario, e cioè che all’aumento dell’offerta sul mercato dell’informazione corrisponde un rafforzamento, piuttosto che un indebolimento, dei soggetti preposti all’intermediazione informativa. Per capire questo punto può essere utile guardare indietro, e partire anche da molto lontano: ad esempio dalla vicenda editoriale del Don Chisciotte. Continua a leggere »


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